mercoledì 24 settembre 2014

Riso Long and Wild Pilaf con Fish Molee per l'MTC # 41

Ogni mese questa sfida cresce, e con lei io, il gruppo e il numero di ricette. Mettersi in gioco è il motivo che mi spinse ad aderire a questa immensa famiglia, che da 17 sfide a questa parte - almeno per me -  mi ha fatto scoprire, imparare e apprendere tanto. Questo è il mese del Riso. Acquaviva, vincitrice della sfida n. 39, sapiente maestra della cucina orientale, ha scelto di insegnarci quanto sapeva sulle tecniche di cottura di questo cereale. Non vi nego che avrei voluto arrotolare maki, compattare nigiri e addentare onigiri ripieni, ma di fronte alla sua competenza (e a quella di molte amiche mtchallenger) ho desistito preferendo un piatto,  sempre orientale, ma indiano. Il Fish Molee, un pesce speziato e cremoso, che ho accompagnato con del riso pilaf cotto nel fondo di cottura del pesce e con il latte di cocco. Finalmente sono riuscita ad utilizzarlo, insieme ad una infinità di spezie che alla lettura della ricetta mi avevano turbata. Alla fine la miscellanea ha creato un intingolo delizioso e aromatico che mi ha davvero stupita. 
Ho utilizzato il riso Long and Wild, una miscela fra due tipologie di riso: il Long quello bianco, dal chicco semilungo simile al Basmathi e il Wild, ovvero il riso rosso selvaggio.
Un riso che sprigiona un aroma molto intenso, anche solo in purezza.






Ingredienti:
(per 2 persone)
250 gr filetti di pesce bianco ( io merluzzo)
3 pomodori rossi
100 gr latte di cocco
1/2 cipolla bianca
1/2 peperoncino verde
1 cucchiaio succo di lime
curcuma q.b.
curry q.b.
zenzero fresco q.b.
1 cucchiaino di semi di senape
4 cucchiai di olio di arachidi
150 gr di riso long wild
280 gr di acqua 
sale

Procedimento:
Spolverizzate i filetti di pesce ridotti a quadrati con la curcuma e un po' di sale. In una padella ( che va anche in forno) versate 2 cucchiai di olio di arachidi e una volta caldo poggiateci il pesce facendolo rosolare prima dalla parte condita, per un minuto per lato. Scaldate in una casseruola 280 gr di acqua con 20 gr di latte di cocco ( circa un cucchiaio). Mettete da parte i filetti di pesce e, nella stessa padella , aggiungete 1/4 di cipolla facendola dorare e  il riso.  Lasciatelo insaporire per 5/10 minuti e poi ricopritelo con il "brodo" preparato. Trasferite la padella nel forno già caldo a 180° e fate cuocere per 15 minuti. Una volta cotto il riso, tiratelo fuori e lasciatelo riposare giusto il tempo di preparare il condimento ( circa 10 minuti ).
Il riso deve risultare sgranato e asciuttissimo ma ancora un filino al dente, Acquaviva docet.
Mentre il riso è in forno, prendete una padella versateci gli altri 2 cucchiai di olio di arachidi e i semi di senape. Una volta che prendono colore e iniziano a scoppiettare (mettete un coperchio altrimenti perderete la battaglia ritrovandovi colpiti in ogni dove da micro palline N.D.R.) aggiungete la restante cipolla e 4/5 dischetti di zenzero fresco. Lasciate insaporire 2 minuti e aggiungete poi il curry. Dopo altri 2 minuti unite il pomodoro tagliato a filetti e privato dei semi, e il succo di lime. Lasciate insaporire ancora un paio di minuti e poi versateci tutto il latte di cocco. Moderate la fiamma e lasciate insaporire questo sugo. Dopo 10 minuti riducete la fiamma al minimo adagiateci il pesce messo da parte e lasciate cuocere per altri 5 minuti.
Servite il riso pilaf sulla base adagiandoci sopra il pesce con il suo intingolo.

Ovviamente con questa ricetta partecipo alla sfida n. 41 dell'MTC!!


A presto,
Frankie

lunedì 15 settembre 2014

Cavatelli al grano duro Senatore Cappelli con alici e pecorino romano

Ci sono certi momenti in cui vorrei rivivere delle sensazioni. Forse per nostalgia o forse semplicemente perchè erano belle nella loro purezza e semplicità. Tramite il cibo mi viene facile. Replicando alcune ricette, mangiate qua e là, mi sembra di rivivere quelle stesse sensazioni, oppure solo il loro ricordo. 
Da una cena molto piacevole in un ristorantino sul litorale romano viene questa ricetta. Gli spaghetti del pescatore, due soli ingredienti : alici e pecorino. Basta poco per capire il perchè di questo nome. 
Io ho voluto fare dei cavatelli con la splendida farina di grano duro Senatore Cappelli. Questo tipo di pasta fresca è secondo me perfetto per raccogliere un sugo, in bianco, che rimane leggermente cremoso. 



Ingredienti:
300 gr di farina di grano duro Senatore Cappelli
acqua circa
500 gr di alici
150 gr di pecorino romano grattugiato
olio evo
1 spicchio aglio
1 peperoncino rosso tondo
sale, pepe

Procedimento:
per i cavatelli

Disponete la farina a fontana su di un piano e aggiungete poca acqua alla volta, facendola assorbire gradualmente alla farina. All'inizio avrete quasi una pastella che proseguendo inizierà a stare insieme e a compattarsi. Aggiungete acqua fino a che non otterrete un impasto compatto ma morbido. 
A questo punto lavoratelo con abbondante olio di gomito :) Dovrete ottenere un panetto di pasta liscia,omogenea ed elastica. Sentitene il profumo, il grano Cappelli rimane leggermente ruvido, grigiastro e molto profumato. Fate riposare la pasta sul piano coperta da un piatto per almeno 30 minuti.
Una volta riposata, tagliatene dei pezzi ( un paio alla volta per non farli asciugare) da cui ricaverete delle lunghe strisce dello spessore di un grissino. Tagliatele in pezzetti da circa 3/4 cm e con le dita centrali della mano ( indice-medio-anulare) scavateli e trascinateli sul piano. Proseguite fino a terminare la pasta.


per il sugo

In una padella capiente fate scaldare un paio di cucchiai di olio evo con l'aglio e il peperoncino. Pulite o fatevi pulire le alici fresche eliminando la testa e la piccola lisca centrale. Tagliatele in pezzi non troppo piccoli.
Aggiungete le alici al leggero soffritto, salatele un pochino e pepate. Cuocete per un paio di minuti, ci vuole proprio un attimo! Lasciate riposare.

Cuocete i cavatelli in abbondante acqua salata, saranno cotti quando vengono a galla. Tirateli su con un colino e metteteli nella padella, in questo modo tratterrano un po' di acqua di cottura che formerà una cremina. Aggiungete il pecorino un po' alla volta e spadellateli.
Buon appetito!!

A presto,
Frankie

lunedì 8 settembre 2014

pizza bianca confusa con prosciutto e fichi

Questo post necessita di varie premesse. Quella più evidente è che le foto non le ho fatte io e quindi ringrazio la mia amica Claudia che ha immortalato (e poi mangiato) la mia pizza. La seconda, meno evidente, è che in 29 anni, 4 mesi e 8 giorni io non ho mai  mangiato un fico ( ma ne ho guardati tanti, ve lo assicuro :D). Giusto pochi giorni fa commentavo Patty dicendole di non amare questo frutto! Poi mi sono detta: Francesca, quest'anno hai assaggiato la trippa, la coratella, le cotiche e le cozze, cosa sarà mai un fico? Un fico è una cosa dolcissima e ora lo so. E l'abbinamento con il prosciutto? Assolutamente perfetto. Terza, ed ultima, premessa: da quando conosco i miei amici fudbloggher, ho cercato di immagazzinare tutto quello che in questi mesi è emerso nei fiumi di mail scambiate, nelle chiacchierate, negli incontri e nei loro post. Raccontarvelo tutto sarebbe folle, soprattutto se si considerano le quantità di esperimenti che 6 persone possono fare. Nello specifico sulla pizza, su cui la mia amica Maya potrebbe scrivere un trattato seguita poi dalle svalvolate e dallo zio. Vi dicevo che ho cercato di immagazzinare, perchè mica ci sono riuscita sempre! Fortunatamente posso contare su ziaEssepi, che accorre ad ogni mia richiesta di aiuto via whatsapp! Il bello è che le faccio sempre le domande a cose fatte, quindi mi sono trovata a mischiare procedimenti diversi e per questo la pizza è un po' confusa! Macelli e proporzioni a parte devo dire che è venuta discretamente bene, forse una delle mie migliori pizze bianche. 
Per questo la dedico a ziaEssepi ♥ 


 (foto della mia amica Claudia)
  (foto della mia amica Claudia)
                                                             (foto della mia amica Claudia)

Ingredienti:
300 gr di acqua (oligominerale)
200 gr farina per pizza
100 gr semola di grano duro
100 gr farina 0 bio
10 gr di sale
15 gr olio + olio per condire sopra
3 gr lievito di birra fresco 

fichi e prosciutto di montagna per la farcitura

Procedimento:
Ho iniziato circa alle 10 di mattina. Nella ciotola della planetaria ho sciolto il lievito nell'acqua. Ho aggiunto poi gradualmente la farina precedentemente setacciata, aspettando che si fosse idratata tutta completamente prima di aggiungere l'altra. Dopo aver fatto 3 video, 10 foto ( mandati a Silvia) e 40 macumbe, sono riuscita a incordare - più o meno - l'impasto. Credo che il mio errore stesse nella velocità a cui lo stavo lavorando. Ho lasciato riposare l'impasto in ciotola per 10 minuti e poi ho fatto per tre volte le pieghe di Emmanuel Dalcognomeimpronunciabile. Ovvero ho preso la ciotola e ho tirato un pezzetto di impasto premendolo poi al centro, ripetendolo per una decina di volte e girando contemporaneamente la ciotola. Dopo averlo fatto nuovamente riposare per 10 minuti, ho messo l'impasto in frigorifero dentro un contenitore di plastica ben oleato. Alle h 18,00 l'impasto era duplicato. L'ho tolto dal frigo, rovesciato sulla tavola spolverizzata di semola, senza toccarlo,  e lasciato acclimatare per un'oretta. Dopodichè ho fatto due pieghe chiudendo l'impasto a portafoglio, rigirandolo in modo che la piega rimanesse sotto. Il tutto senza maneggiarlo troppo violentemente. L'ho lasciato riposare fino alle 20.00 circa, poi l'ho steso picchiettandolo con i polpastrelli e l'ho trasferito su un pezzo di carta forno. Ho acceso il forno con la placca dentro alla massima temperatura (240°), una volta arrivato al massimo ho aspettato ancora 10 minuti, ho versato un paio di giri di olio sulla pizza e poi con l'aiuto della mia amica Claudia, l'ho adagiata, con tutta la carta forno, sopra la placca. L'ho cotta per 15 minuti esatti, sopra era bella dorata. Una volta sfornata ho spennellato l'olio rimasto sulla superficie (trucco visto da ziaEssepi) e aspettato 10 minuti prima di tagliare e servire. La pizza è risultata molto leggera, con un buon sapore, e finalmente la giusta quantità di sale, e molto croccante fuori.
Grazie Essepi!

Con questa pizza partecipo a Panissimo di settembre, un evento creato da Barbara e Sandra che questo mese viene ospitato di nuovo da Sandra nel suo blog



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

.

.